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TASI: paga il proprietario o l’inquilino?

  • ottobre 06, 2014
  • di Leonardo Casini
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La TASI, acronimo per Tassa sui Servizi Indivisibili, è un’imposta comunale istituita con la legge di stabilità 2014 che finanzia i servizi rivolti alla collettività, come ad esempio i trasporti, la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale. Insieme alla TARI è una delle due componenti della IUC o service tax, la tassazione sulla casa che ha sostituito, integrandole, IMU e TARES.

Chi paga la TASI?

Il presupposto della tassa TASI è il possesso o la “detenzione a qualsiasi titolo”, di fabbricati, compresa l’abitazione, così come definita ai fini IMU ma, a differenza di quest’ultima, vi contribuiscono sia il proprietario sia il conduttore, per contratti d’affitto della durata superiore ai 6 mesi. Anche gli inquilini devono dunque pagare la TASI, con un contributo compreso fra il 10% ed il 30% dell’imposta totale.

Proprietari ed inquilini sono indipendenti nel pagamento della TASI: il mancato pagamento di una delle due parti non avrà alcuna ripercussione sull’altra, qualora questa abbia correttamente effettuato il pagamento.

Chi e cosa è esentato

Iniziamo col dire che le esenzioni non riguardano immobili ad uso abitativo di privati cittadini per cui, se possedete o avete preso in affitto un appartamento, dovrete in linea di massima contribuire al pagamento della TASI.

Sono infatti esentati dalla TASI gli immobili posseduti dallo Stato e dagli Enti Locali, i fabbricati con destinazione ad usi culturali o all’esercizio del culto, i fabbricati di proprietà della Santasede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali ed i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili.

Come si calcola

La base imponibile su cui calcolare la TASI è quella prevista per l’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 13 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito poi, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214. Trattandosi di un’imposta comunale, è necessario fare riferimento a quanto stabilito in merito dal Comune all’interno del quale si trova il fabbricato: le aliquote sulle prime case oscillano comunque fra l’1 ed il 3,3 per mille; su seconde case e immobili commerciali (negozi, uffici, capannoni, aziende, terreni), può essere elevata dal 10,6 per mille all’11,4 per mille. Ogni Comune può poi definire detrazioni, da calcolare sul valore della rendita catastale o dell’Isee famigliare, ed eventuali ulteriori esenzioni.

Per rendere le cose più agevoli, alcuni comuni hanno messo a disposizione dei contribuenti dei “calcolatori” online: armatevi di informazioni quali tipologia di immobile e sua rendita catastale prima di inoltrarvi nel calcolo. Di seguito alcuni link ai calcolatori:

Quando si paga la TASI

La TASI si paga in due rate, fissate per il primo anno al 16 giugno e 16 dicembre.

Ovviamente ci sono delle eccezioni: con un decreto la data della prima rata della TASI è stata ha ufficialmente prorogata al 16 ottobre nei Comuni dove non sono state deliberate le aliquote entro il 23 maggio: questa data però riguarda solo i Comuni che delibereranno entro il 10 settembre. Per chi ritarderà ulteriormente si profila il versamento al 16 dicembre con aliquota base all’1 per mille.

I codici tributo TASI

Definito quanto e quando pagare, è possibile versare la TASI con bollettino postale e tramite modello F24 e F24 semplificato; questi i codici tributo F24 per la TASI:

  • “3958” – Tasi, abitazione principale e relative pertinenze
  • “3959” – Tasi, fabbricati rurali ad uso strumentale
  • “3960” – Tasi, aree fabbricabili
  • “3961” – Tasi, altri fabbricati
  • “3962” – Tasi, interessi
  • “3963” – Tasi, sanzioni

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