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Studenti, tra libri e feste in casa: 4 drink per 4 situazioni diverse

Studenti, tra libri e feste in casa: 4 drink per 4 situazioni diverse
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Party, aperitivi e festeggiamenti: ogni momento è quello giusto per farsi un buon drink e rilassarsi insieme agli amici. Tuttavia, spesso accade che il bartender improvvisato non sappia esattamente quello che sta facendo e finisca per creare un cocktail imbevibile e quasi disgustoso. Certo, bisogna ammettere che uno studente non può far tutto, ma può sempre imparare. A questo proposito, sappiate che esistono dei drink molto semplici da preparare, che potrete offrire ai vostri compagni di studi, facendo proprio una bella figura.

Pronti per avere a portata di mano 4 ricette per 4 drink con gli amici? Ideali per una giornata di studio, per dimenticare un esame andato male, un aperitivo prima di cena ed una festicciola con gli amici.

Iniziamo da un cocktail molto semplice e perfetto per rilassarsi dopo una giornata di studio o per festeggiare la Festa della Donna con le proprie compagne di corso: il Mimosa. Questo drink è fresco e anche molto leggero, e apprezzato da uomini e donne. Semplice e veloce da preparare, il cocktail Mimosa è caratterizzato dal gusto del succo d’arancia e dalle delicate bollicine dello spumante. Le origini di questa bevanda risalgono al 1925, anno nel quale un barman del Ritz Hotel di Parigi lo inventò. Dal colore pensò al nome e da quel momento il Mimosa divenne un cocktail leggero, gustoso e tanto apprezzato come aperitivo e come bevanda principale dei brunch domenicali in alcune parti del mondo.

Mimosa

mimosa-cocktail

Prepararlo è molto semplice per un bicchiere vi serviranno:

– 75 ml di spumante brut;
– 75 ml di succo d’arancia (meglio se preparato da voi con lo spremiagrumi e delle buone arance);
– una fetta di arancia o un altro frutto per decorare il flute.

Se avete il pratico accessorio per mescolare i cocktail usatelo pure, altrimenti basterà versare il succo nel bicchiere e, subito dopo, lo spumante molto fresco. A questo punto, non dovrete far altro che guarnire il drink e servire. Vedrete che sarà una bevanda perfetta soprattutto per le ragazze e che vi permetterà di fare una bella figura con veramente poco impegno.

Il secondo cocktail è un po’ più impegnativo e certamente si presenta come il long drink ideale per dimenticarsi di un esame andato male o anche per le giornate di relax in piscina con i vostri compagni di corso. Ovviamente, anche in questo caso si tratta di una bevanda leggera, ma che tuttavia sarà in grado di regalare ai voi e ai vostri amici un po’ di allegria. Stiamo parlando del Tequila Sunrise, che viene definito un long drink perché, a differenza del Mimosa, si parla di ben 250-300 ml di cocktail e per questo ci vorrà più tempo per sorseggiarlo.

Tuttavia, il suo contenuto alcolico non è eccessivamente alto quindi si tratta di un drink che permette di gustare molto bene il suo sapore e la freschezza della frutta, senza farvi perdere il controllo. Pare che il Tequila Sunrise nacque negli anni ’50 per mano di Gene Sulit, il barman del Resort Arizona Biltmore, ma le sue vere origini sono ancora incerte.

Tequila Sunrise

Cocktail-Tequila-Sunrise

Ad ogni modo, sappiamo con certezza che per prepararne un bicchiere dovrete munirvi di:

– 180 ml di succo di arance filtrato;
– 90 ml di Tequila bianca;
– 30 ml di granatina.
Per guarnire il drink potrete usare alcune fette di arancia e/o qualche ciliegia candita.

Anche in questo caso potrete shakerare gli ingredienti o inserire dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere e, conseguentemente, versarci il liquore, il succo d’arancia e la granatina e mescolarli. Ricordate che questa bevanda va gustata fredda, in modo da godere al massimo del suo particolare sapere agrodolce, deciso e dissetante. Il Tequila Sunrise è un long drink così perfetto al punto che nel 1973 gli Eagles gli dedicarono una canzone e molti registi lo resero protagonista di alcune delle più belle scene dei film dalla fine degli anni ’80 a oggi. Perciò, non fatevelo mancare durante le vostre pause dallo studio in compagnia dei vostri amici.

Con il colore similare e il gusto più delicato, troviamo il Bellini. Anche questo è un cocktail leggero e fresco e dissetante. Lo potrete utilizzare come aperitivo prima di una cena con i vostri amici: parlando di un professore e di un altro, il Bellini sarà sicuramente capace di farvi sentire più sereni e fare in modo che mettiate da parte il consueto stress da universitari! 

Il Bellini è un cocktail nato nel 1948 dalle idee di Giuseppe Cipriani, ovvero il proprietario di Harry’S Bar, un fantastico locale di Venezia. Il nome della bevanda è dovuto al fatto che in quella occasione si stava inaugurando l’esposizione delle pitture di Giovanni Bellini. Voci narrano che il signor Cipriani abbia trovato l’ispirazione per il suo nuovo drink, proprio guardando i quadri dell’artista. Inizialmente, al posto del vino bianco frizzante, veniva usato lo Champagne e, insieme alla purea di pesca, si aggiungeva anche quella di lamponi. Con il tempo sono cambiate le cose ma, sicuramente, potrete trarre spunto da questa antica e originale ricetta per fare ancora più bella figura e diventare uno studente/bartender d’eccellenza.

Bellini

Bellini-1

Per riproporre la fama del Bellini ai vostri compagni di corso in maniera semplice e veloce, sappiate che per 3 persone avrete bisogno di:

– una bottiglia di spumante brut (in alternativa, potrete usare il prosecco o il vino bianco frizzante);
– una bottiglia di succo di pesche e qualche frutto fresco per la guarnizione.

Ovviamente, se vorrete, potrete centrifugare le pesche e unirle alla polpa per fare un gustoso succo fai-da-te che renderà il Bellini ancora più delizioso. Con questa bevanda andrete sul sicuro: delicata, perfetta da versare nei flute e ideale per un brindisi al superamento dei vari esami prima di una buona cena in compagnia dei vostri amici. Le dosi le potrete scegliere in base ai vostri gusti e al grado alcolico, nonché di dolcezza che preferite.

Infine vi proponiamo lo Spritz: unico, forte e molto amato. Le donne lo apprezzano e gli uomini lo bevono davvero molto volentieri. Si presenta come l’ideale per una festicciola tra compagni o come il diversivo perfetto dopo un pesante pomeriggio di studio di gruppo. Anche lo Spritz è nato tanto tempo fa, ma ha subito tantissime evoluzioni. Infatti, nella sua “prima versione” veniva preparato con spumante e acqua e perciò era decisamente diverso da quello che conosciamo adesso.

Le sue origini sono radicate in Veneto, indicativamente negli anni che segnavano la fine del 1700, anche se secondo alcuni è stato ideato all’inizio del 1800. Tuttavia, lo Spritz non è nato dalla mente di un italiano, ma bensì dalla creatività dei soldati austriaci. Questi ultimi, con il tempo, hanno portato questa bevanda sulle tavole di tutti noi, mescolando il vino del Veneto con il seltz. In questo modo, il drink diventava più leggero e facilmente digeribile. Il suo nome nasce infatti dal verbo tedesco “spritzen”, che vuol dire “spruzzare”.

Spritz

spritz

Attualmente, lo Spritz è tutt’altra cosa e ognuno lo prepara un po’ come preferisce. Ad ogni modo, la versione più diffusa è quella che vi stiamo per proporre. Per un bicchiere normale, vi serviranno:

– 3 parti di vino bianco o prosecco;
– 2 parti di Aperol;
– un po’ di acqua gassata, mezza fetta d’arancia e, ovviamente, del ghiaccio.

Dopo aver messo quest’ultimo nel bicchiere, inserite gli altri ingredienti, mescolate e guarnite con la mezza fetta d’arancia. Naturalmente, anche in questo caso, potrete presentarvi come dei perfetti bartender utilizzando lo shaker.

Insomma, dopo tanto studio potrete cambiare le vostre serate creando un semplice e veloce cocktail, senza commettere errori. Un consiglio? Se vi piace preparare i drink, munitevi dei bicchieri giusti e degli “attrezzi” del mestiere, e il risultato sarà ancora più esemplare!

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