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Serie tv,ogni studente universitario ha la sua preferita!

  • dicembre 01, 2016
  • di Redazione
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Le serie televisive sono ormai uno dei temi dominanti dei palinsesti televisivi, soprattutto per l’influenza che esse hanno sul pubblico giovanile che guarda ai prodotti seriali con estrema attenzione.
Gli studenti universitari non sfuggono naturalmente alla norma e, anzi, possono trarre più di qualche interessante spunto per i loro studi dalle grandi serie trasmesse dalla televisione generalista o dai canali satellitari. Le serie televisive fanno da collante all’interno della giornata di ogni studente universitario: condividere la stessa passione (o fissa) per una serie televisiva ti farà legare maggiormente sia con i tuoi coinquilini  (a proposito, ti consigliamo di leggere questa guida per testare come va la convivenza con il tuo coinquilino) che con le persone che frequentano il tuo corso di laurea
Possiamo anzi dire che ogni studente universitario ha la sua serie preferita, proprio in base al suo particolare campo di studio.

Per quanto riguarda gli studenti di Fisica, non ci può proprio essere alcun dubbio: la serie preferita sarà sicuramente The Big Bang Theory. La fiction è incentrata sulle vicende di un gruppo di nerd di Pasadena che lavorano al California Institute of Technology, riesce infatti a mettere insieme astrusi concetti di scienza e sane dosi di umorismo, in particolare quello che emana da ogni parola di Sheldon Cooper (Jim Parsons), il fisico teorico che sembra concepire la sua vita solo in funzione della prima. Tra apparizioni di Stephen Hawking, teorie scientifiche e battute spesso feroci, la fisica diventa un vero e proprio show da non perdere assolutamente.

Gli studenti di Chimica e Farmacia non possono invece prescindere da Breaking Bad – Reazioni collaterali, la serie andata in onda tra il 2008 e il 2013 nella quale un professore di chimica, Walter White (Bryan Cranston), si associa ad un suo ex studente, Jesse Pinkman (Aaron Paul), per sfruttare le sue competenze nello spaccio di metamfetamina. Il consiglio è naturalmente quello di non fare la stessa cosa nel caso il titolo di studio conseguito non fosse in grado di dare le soddisfazioni desiderate.

Per gli studenti di psicologia il dubbio è tra Lie to me e Perception. Nel primo caso la vicenda ruota intorno alle inchieste di Cal Lightmann, uno strepitoso Tim Roth, mentre nel secondo è Eric McCormack, nei panni del dottore Daniel Pierce, a monopolizzare la scena. Due modi molto diversi di affrontare la materia: mentre Lightmann studia il linguaggio del corpo e del volto e mostra una spietata aggressività, Pierce è un neuroscienziato timido e chiuso in sè stesso a causa di una schizofrenia che ne ha mutato radicalmente il corso delle vita. Due personaggi assolutamente diversi, ma entrambi in grado di rendere affascinante una figura spesso discussa come quella dello psicologo.

Non possono invece esserci dubbi sulla serie ideale per gli studenti di Scienze Politiche. Chi potrebbe infatti competere con House of Cards, la fiction ambientata a Washington, in una Casa Bianca occupata da Frank (Kevin Spacey) e Claire Underwood (Robin Wright), coppia disposta praticamente a tutto pur di conservare il potere usurpato a suon di macchinazioni? La serie prodotta dalla BBC è ormai oggetto di studio da parte di molti politologi, spinti dal tentativo di capire se le situazioni spesso portate all’estremo durante le vicende narrate, abbiano riscontro nella realtà. I palazzi del potere descritti in House of Cards sembrano oggetto di una guerra per bande che non prevede ostaggi, condita da scandali a ripetizione, manomissione di diritti fondamentali, morti più o meno misteriose e tutto quello che sembra fare a pugni con una concezione etica della politica. Assolutamente da vedere, sperando che i laureandi di Scienze Politiche non assomiglino in futuro a Frank Underwood.

Molto più complicato stabilire invece la serie più vista dagli studenti di Giurisprudenza. A contendersi il primato sono in questo caso The good wife, Le regole del delitto perfetto e Better Call Saul. In The good wife vengono narrate le avventure giudiziarie di un gruppo di avvocati capitanati da Alicia Florrick (Julianna Margulies), in lotta non soltanto per l’affermazione economica, ma anche di valori etici e politici.
Un quadro assolutamente diverso da quello narrato in Le regole del delitto perfetto, in cui attorno a Annalise Keating (Viola Davis), una carismatica docente di diritto penale e avvocato di successo, viene a formarsi un intrigo sempre più complesso in cui quelli che dovrebbero essere uomini di legge si ritrovano ad infrangerla sempre più spesso. Better Call Saul è invece uno spin off di Breaking Bad, in cui sono narrate le tappe che hanno condotto Saul Goodman (Bob Odenkirk) alla notorietà. Tre modi assolutamente diversi di fare l’avvocato, ma una vera e propria miniera di casi giudiziari su cui esercitare la propria preparazione per gli studenti di Giurisprudenza.

Anche per gli studenti di Medicina la scelta è molto difficile, se solo si pensa a serie televisive come Dr. House e Grey’s Anatomy. Se è difficile non amare la ruvidità di Hugh Laurie, il grande romanticismo e le incredibili vicende mediche di Meredith Grey (Ellen Pompeo) e degli altri medici del Seattle Grace Hospital hanno letteralmente fatto strage di cuori nel corso di questi anni, mettendo addirittura in sottordine una serie cult come E.R., che pure è ancora oggi considerata un vero e proprio standard da studiare per chi intenda fare carriera in un sistema sanitario disastrato come quello nazionale.

Per gli studenti di Antropologia e Biologia, la sfida è tra Bones e The Walking Dead, serie estremamente diverse, ma in grado di stimolare non poco chi intenda conoscere non solo la struttura degli esseri umani, ma anche i contesti in cui esso si muove e porta avanti la sua esistenza. Bones vede protagonista una affascinante antropologa forense, Temperance Brennan (Emily Deschanel), le cui analisi su resti deteriorati riescono ad indirizzare le indagini di una speciale task force dell’FBI verso la naturale soluzione. The Walking Dead descrive invece l’apocalisse determinata da un virus che fa resuscitare i morti spingendoli ad attaccare i vivi. Due modi di conoscere meglio il corpo umano, a patto di avere lo stomaco forte necessario per assistere con il giusto distacco agli sventramenti che caratterizzano entrambe le fiction.

Anche per quanto riguarda gli studenti di Storia, la scelta non è facilissima, se si pensa come ad una fiction ormai di grande successo come Game of Thrones nel corso dell’ultimo anno si sia contrapposto un evento come 22.11.63, la mini serie tratta da un romanzo di Stephen King, in cui si rievoca l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, che ha saputo fare strage di consensi mischiando storia e romanticismo a piene mani. Entrambe le serie per molti studenti di Storia non sono però in grado di competere con Downtown Abbey, la serie ambientata nell’Inghilterra di inizio ‘900, che riesce a suggestionare per le perfette ricostruzioni d’epoca.

Nessun dubbio invece per gli studenti di Economia, ove spicca una serie televisiva come Billions, nella quale un trader specializzato in fondi speculativi, Bobby Axelrod (Damian Lewis), duella con un procuratore distrettuale, Chuck Rhoades (uno spettacolare Paul Giamatti) che vorrebbe fermarlo definitivamente. Tra raid borsistici e operazioni di spionaggio, la trama non lascia un attimo di sosta, dando vita ad uno scontro tra alta finanza e giustizia in cui è difficile intravvedere i buoni.

Infine gli studenti di Informatica, per i quali la scelta si restringe in pratica a due serie, Agents of S.H.I.E.L.D. e Mr. Robot. Nella prima una delle figure chiave è rappresentata da una giovane e affascinante hacker, Skye (Chloe Bennet), che utilizza le sue conoscenze all’interno di una squadra di super-agenti per contrastare le forze del male che minacciano la vita del pianeta. Mr. Robot descrive invece le vicende di Elliot Alderson (Rami Malek), un programmatore dalla doppia vita: nel corso del giorno presta il suo operato di ingegnere informatico all’interno della Allsafe Security, mentre di notte sorveglia tutto ciò che avviene in rete in qualità di hacker. Oppresso da sociofobia, non riesce a trovare il modo per condurre una vita normale e di conseguenza accetta le offerte di un gruppo clandestino, la Fsociety, ovvero distruggere proprio dall’interno l’azienda per cui lavora. Entrambe le serie pongono una serie di interrogativi non da poco sull’uso spesso distorto dell’informatica che mette in pericolo la vita delle persone e viola il confine con la legge e l’etica.

Se queste sono le fiction da vedere senz’altro da parte di chi conduce studi universitari, resta naturalmente il consiglio di non eccedere nella visione, a scapito degli esami!!

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