Affitto

Le detrazioni dell’affitto nel 730

Le detrazioni dell’affitto nel 730
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Il 2015 è l’anno della grande introduzione del 730 precompilato: il modello preparato dall’Agenzia delle Entrate in base alle fonti di reddito percepite. Per tutti i contribuenti significa un sacco di tempo risparmiato, ma anche un sacco di piccole detrazioni che possono sfuggire e andare perdute se non si conoscono tutti i diritti che ci spettano. Fra questi rientrano anche i regolari canoni di affitto che, sotto determinate condizioni, ci consentono di riavere indietro una parte delle spese. Ecco una piccola guida sulle principali detrazioni relative ai soldi spesi per la casa, divisa per tipologie di contribuenti.

Studenti

Anche se lo studente medio, quello senza reddito e a carico del nucleo familiare, non deve compilare la dichiarazione dei redditi, non significa che per l’Agenzia delle Entrate non esista. Anzi, gli studenti fuori sede regolarmente iscritti all’Università sono forse una delle poche categorie che ha più diritti che doveri verso il fisco ed è utile che i genitori (o chiunque abbia uno o più studenti a carico) li conosca tutti. Oltre a una detrazione per i costi di immatricolazione, ai fuori sede viene concessa una detrazione Irpef calcolata sul 19% del canone d’affitto annuale dichiarato, fino a un rimborso massimo di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, fino a 247,90 euro se il reddito complessivo supera questa soglia.

Il che significa che se siete studenti che vivono in una città distante più di 100 km dal vostro luogo di residenza, sia che spendiate 250 euro per vivere in doppia, sia che abbiate un monolocale da più di 600 euro, riavrete comunque indietro la stessa cifra. La detrazione è valida sia per i contratti d’affitto per studenti che per quelli a canone convenzionale, ma si applica anche per i contratti di ospitalità stipulati con enti per il diritto allo studio delle università e dei collegi universitari legalmente riconosciuti.

Giovani

Anche i giovani lavoratori in affitto sotto i trent’anni hanno diritto a rimborsi. Per chi ha un reddito inferiore a 15.493,71 euro, è previsto uno sconto fissato a 991,60 euro per i primi tre anni di contratto di locazione convenzionale (durante i quali il diritto alla detrazione non decade anche se si compiono trent’anni). Neanche a dirlo, l’immobile in affitto deve risultare anche l’abitazione principale di residenza e non può corrispondere alla casa di uno dei due genitori.

Lavoratori fuori sede

Per chi cambia città per motivi di lavoro è prevista una detrazione altrettanto sostanziosa. Superata la distanza dei 100 km canonici dalla precedente residenza, il lavoratore dipendente può ottenere un rimborso di 991,60 euro se il suo reddito risulta inferiore a 15.493,71 euro. Sconto che si riduce a circa la metà (495,80 euro) per i redditi compresi fra i 15.493,71 e i 30.987,41 euro, oltre i quali non è prevista alcuna detrazione fiscale. La detrazione spetta per i primi tre anni dal trasferimento della residenza e decade se l’affittuario cessa di essere lavoratore dipendente.

Inquilini a basso reddito

Per chi vive in affitto e non possiede un reddito particolarmente alto si applica uno sconto che varia sia in base ai guadagni che al tipo di contratto. Un contratto di locazione standard (modello 4+4) consente una detrazione dalle spese di 300 euro per i redditi al di sotto dei 15.493, 71 euro, e di 150 euro per quelli compresi tra 15.493,71 e 30.987,41 euro. Per chi possiede invece un contratto convenzionale ad affitto concordato la detrazione sale a 495,80 euro per i redditi inferiori ai 15.493, 71 euro visti sopra e a 247,90 euro per quelli compresi tra 15.493,71 e 30.987,41 euro. Qualunque reddito superiore a questa cifra non consente di ottenere rimborsi con i consueti contratti d’affitto.

Alloggi sociali

A partire dal 730/2015 è possibile ottenere una sostanziosa detrazione anche per chi risiede in una tipologia di alloggio sociale (case popolari, edilizia sovvenzionata, ecc.). Come negli altri casi, la detrazione vale per tre anni, dipende dal reddito e si ripartisce come segue: 900 euro se il reddito complessivo è inferiore a 15.494 euro e 450 euro per chi guadagna tra i 15.494 e i 30.987 euro.

Le detrazioni per gli inquilini

In linea generale, la detrazione per tutti i casi appena esposti spetta all’inquilino intestatario del contratto di affitto. Se ci sono più inquilini intestatari, ognuno di essi può usufruire della percentuale che gli spetta, ripartita sempre in base a quanti nomi figurano sul contratto e non cumulabile in alcun modo.

Le detrazioni per i proprietari

Gli introiti percepiti da un immobile in affitto rientrano ovviamente all’interno del reddito annuo e devono essere dichiarati nel 730 e tassati in base all’imposta sul reddito: la famosa Irpef. Tuttavia, alcune detrazioni sono previste per i proprietari di casa che abbiano effettuato a proprio carico interventi di recupero del patrimonio edilizio (detraibili al 50% in dieci anni, quindi 5% ogni anno) e per le spese che consentono di ottenere un risparmio energetico (65% in dieci anni). Per chi invece usufruisce del regime della cedolare secca i redditi del 2014 vengono tassati al 21% per gli affitti a canone libero e al 10% per i contratti a canone concordato.

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